E' un caldo pomeriggio di marzo, il sole è alto e caldo davanti a te, sei in macchina di ritorno da una lezione, musica nelle orecchie, occhiali d'ordinanza, ciuffo sbarazzino e le maniche della camicia tirate su.
Fermo a un semaforo rosso, canti come un matto a batti le mani sul volante a tempo di musica ... la signora nella macchina a fianco ti vede, ti sente e ti guarda perplessa mentre i bambini sul sedile posteriore si prendono a manate e litigano gridando più forte di te.
Poi nel giro di un secondo ti parte lo schizzo e invece di tornare dritto a casa metti velocemente la freccia, svolti a destra e te ne vai da solo al parco e ti ritrovi seduto su un panchina a leggere e scrivere per i cazzi tuoi all'ombra e al fresco di un caldo pomeriggio di marzo.
Saranno le ultime pagine di quel libro lette al parco in quella situazione un pò così, sarà il pensiero di quelle notti a Gregoria passate a far baldoria tra un bar e l'altro in compagnia di amici, di donne piene di vita e di voglie, di birra e di mambo, sarà la speranza di poter vivere notti cosi nei prossimi giorni catalani, saranno i progetti che ho in testa e gli eventi già in programma, sarà che che sono più tranquillo e ho meno problemi e pensieri per la testa ... o più semplicemente sarà la primavera che arriva a vele spiegate e col vento in poppa a svegliare tutto e tutti e a farti venire fuori un gran voglia di vita ... sarà quello che vuoi ma sta di fatto che in questi giorni, nonostante tutto, sta da dio.
(FEELING GOOD - Muse)
Sono state cinque lunghissime ore, iniziate alle 20.30 aggiornando quella pagine internet ogni minuto e culminate alla 01.30 con quella email di conferma che ha spazzato via quella vena di tristezza, di malinconia e quei discorsi del tipo "Andiamo domattina e speriamo in bene".
Cinque ore di attesa e di ansia, di tensione di paura, di dubbi e incertezze che poi hanno lasciato il posto a una gioia immensa, a un grande magone dentro e a un senso di incredulità che, ne sono sicuro, rimarrà finchè quel pezzo di carta non sarà tra le mie mani.
Sarò lì anche quest'anno, dodici mesi dopo il mio battesimo ... sarò lì ancora ad aspettare, sotto il sole, a cantare, a gridare, a cantare, a sudare e a commuovermi come un bambino ... proprio come un anno prima.
Ma non sarò da solo, non questa volta ... ci sarà Luca con me e stavolta sarà il suo di battesimo, con Buce a officiare il rito e io a fare da padrino.
Mancano sei mesi a quel 21 Luglio 2009 ma già mi immagino tutto quanto ... già vedo un viaggio Pavia-Torino fatto da un'autostrada bollente, un sole caldissimo, noi due in macchina con occhiale d'ordinanza e braccio appoggiato al finestrino, adrenalina al massimo, la sua musica a palla e l'arrivo allo stadio gridando ...
Ricordo i servizi dei telegiornali e i titoloni sui quotidiani, le immagini di una Dori Ghezzi in lacrime e di un Beppe Grillo nascosto dietro a un paio di RayBan neri, di un Paolo Villaggio impassibile e di una Genova tutta in strada a salutare un'ultima volta il suo piccolo cantastorie.
Ricordo l'indifferenza con cui mi passò accanto la morte di Battisti poche settimane prima e il dispiacere di quei giorni per quella di De Andrè ...
... e ricordo quando da bambino lo scoprii ascoltando " La canzone di Marinella " su una vecchia musicassetta e tutte le volte che ho premuto il tasto rew per riascoltare ancora quella malinconica storia d'amore.
Ricordo che da quel giorno iniziai a imparare a conoscerlo meglio e a conoscerlo di più, imparando a comprendere la sua ironia feroce e dissacrante mai fine a se stessa, perchè in ogni canzone, in ogni verso e in ogni rima c'è sempre qualcosa da carpire : una critica, un'opinione, uno sguardo sul mondo e sulle cose o semplicemente una battuta, che non è mai vuota, non è mai banale e che ti lascia SEMPRE qualcosa dentro.
E poi ricordo quando ascoltai " Il suonatore Jones " ... e vidi me stesso.
Non starò qui a copiare la biografia di Faber presa pari pari da Wikipedia come il 90% di chi oggi scriverà qualcosa su di lui, non starò qui nemmeno a ripetere per l'ennesima volta che era il poeta della gente, dei perdenti e degli emarginati, dei poveracci e delle puttane come stanno dicendo da giorni le televisioni che ipocritamente si ricordano di lui e di quelli come lui solo una volta all'anno, e neanche tutti gli anni. (*)
Lo ricorderò come ho sempre fatto, come faccio tutti i giorni e come facevo quando ancora era vivo, nel modo più semplice e forse nel modo migliore : continuando a cantare e ad amare la sua musica.
E oggi in particolare lo ricorderò semplicemente prendendo in mano la mia chitarra, e a modo mio, suonandomi e cantandomi quella che è sempre stata e sempre rimane la mia canzone.
(IL SUONATORE JONES - Fabrizio de Andrè)
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro, a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze a un ballo,
per un compagno ubriaco.
E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco e ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.
Ciao amico, amico fragile.
(*) Ma d'altronde è giusto così, è più importante rincoglionirci ancora a guardare Vespa che parla di Cogne o di Erba piuttosto che ricordarci di quel poco di musica/poesia/cultura italiana che Faber incarna e di cui tutti dobbiamo andare fieri ... ma questo è un'altro discorso.
" ... A una vita senza rotture e alla felicità, per quanto flebile sia ".
Un sorso buttato giù in piena notte, così, dalla bottiglia.
Quel sapore in bocca, quel fuoco sulle labbra e quel tepore nello stomaco che " riempie il cuore e scalda l'anima ", e una musica immortale a far da cornice a una strana sensazione di malinconia, che come mi disse qualcuno, " è sempre bella se non si trasforma in tristezza ".
Ed è in notti così, in situazioni così, con un piccolo vizio accanto e una coperta sulle spalle ad avvolgerti e a proteggerti dal bianco che c’è fuori, che non è difficile ritrovarti a pensare e a porti domande a cui non sai rispondere, o a cui più probabilmene non vuoi rispondere, perchè la risposta già la conosci, e pure troppo bene.
Poni obiettivi, fissi traguardi e fai progetti che poi inesorabili crollano giù come un castello di carte su un tavolo che traballa o a cui qualcuno, piano piano, sega le gambe senza farsi vedere.
Ma anche se la mano non è facile le carte sono buone e le possibilità di vincerla ci sono, così come c'è qualche jolly tirato su da poco che potrà rivelarsi utile in futuro se giocato al momento e con le carte giuste.
Manca solo una decisione da prendere ... se giocarla questa mano, e giocarla fino in fondo mettendo sul piatto, con saggezza, tutte le carte, oppure uscirne e non perdere più tempo, finchè si è in tempo.
(ALL MY FRIENDS - Counting Crows)
... Well everyone needs a better day
And I'm tryin' to find me a better way
To get from the things I do to the things I should ...
Mi ero ripromesso di non farlo, di non stare li come tutti a fare il bilancio dell'anno che sta finendo e a spararne di grosse coi buoni propositi per l'anno nuovo, eppure sono qui ... mi ero ripromesso di non farlo, ma andando a rileggermi questo 2008 tra le pagine del blog sono tornate in mente cose che così, d'istinto, non ricordavo e che rischiavano di falsare il mio personalissimo e interiore "tiraggio" delle somme.
Undici mesi fa mettevo in stand-by il vecchio blog felice per aver visto Bruce Springsteen a meno di un metro di distanza e allo stesso tempo incazzato per non essere potuto andare al suo concerto.
Era la fine di novembre e ancora non sapevo che da lì a una settimana avrei avuto tra le mani in biglietto che sei mesi dopo avrebbe aperto le porte alla realizzazione di un sogno e a quello che da allora sarebbe stato uno dei giorni più belli della mia vita : il suo concerto a San Siro.
IL GIORNO PIU' BELLO DELL'ANNO.
Il 2008 ha poi portato un pò di tutto sotto tutti i punti di vista ... la chiusura del call-center e la conseguente ricerca di un lavoro che è conclusa con l'esperienza da inventarista che non ripeterò mai più e quella da promoter che continuerà nel 2009 in concomitanza con quella nell'ennesimo call-center che inizierà a gennaio.
Ci sono state le band, come sempre, ognuna con le proprie soddisfazioni e con i propri scazzi ... è arrivato il cd dei Quintaclasse con annesso concerto di presentazione, è arrivato il primo concerto con i Rovers in nuova versione, è arrivato il progetto acustico con Andrea Vercesi e ci sono state decisioni prese forse con un pò troppo di pancia e la conseguente marcia indietro che oggi mi lascia con l'amaro in bocca.
C'è stato il tanto atteso ritorno nella mia amata Barcellona e il progetto/ipotesi/speranza di ritornarci questa estate.
Ci sono stati famigliari che ora non ci sono più di cui resta il ricordo e musicisti che non ci sono più di cui resta la musica.
Ci sono stati giorni col morale alle stelle e giorni in cui vedevo solo nero, giorni lacrime di gioia e giorni col groppo in gola dal dolore, giorni di totale euforia e giorni di totale scazzo, giorni in cui, come direbbe Vasco "oggi mi sento un Dio e domani non sto in piedi".
Ci sono stati amici, donne, parole, immagini, dubbi, lacrime, sorrisi, grida, risate e mille incazzature ... e c'è stata la mia compagna di sempre, la musica, perchè se non ci fosse lei sarebbe come se mi mancasse l'aria.
Ma il 2009 è qui dietro, con le sue novità, con le sue date e i suoi impegni già programmati, con quegli eventi già segnati sul calendario, con le sorprese, belle o brutte che siano, che sicuramente porterà.
Ci sarà da far convivere l'università con due lavori diversi e sei giorni di lavoro alla settimane, ci sarà da prendere in mano gli strumenti e darsi da fare seriamente per non mandare tutto in vacca, ci sarnno passioni da coltivare, ci saranno decisioni da prendere e progetti in testa che se voglio concludere dovrei anche decidermi a iniziarli.
Ci saranno amici, donne, parole, immagini, dubbi, lacrime, sorrisi, grida, risate e mille incazzature ... e ci sarà la mia compagna di sempre, la musica, perchè se non ci fosse lei sarebbe come se mi mancasse l'aria.
Quando in un determinato momento della tua vita scopri una determinata canzone che dice quello che pensi, che vorresti dire e che vorresti gridare, in meno di due minuti e con parole che non potrebbero essere più perfette e azzeccate ...
.... beh, forse non è solo un caso !!
(PLEASE PLEASE PLEASE - The Smiths)
Good times for a change
See the luck I've had
Can make a good man turn bad
So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time
Haven't had a dream in a long time
See the life I've had
Can make a good man bad
So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time
Il Natale mi mette tristezza.
Non da sempre, ma da dieci anni a questa parte proprio non lo reggo.
E quest'anno sono giusti giusti dieci anni, e a volte nonostante il tempo passato, la mancanza è più forte oggi che i primi giorni.
Poi arriva una mattina come questa, in cui ti svegli nervoso, ti svegli con quel senso di fastidio e di insofferenza verso qualsiasi cosa e verso chiunque dica o faccia qualcosa che si discosta anche solo un minimo da quello che vorresti vedere o sentire.
Giorni in cui ne hai pieni i coglioni di sentire gente lamentarsi e piangersi addosso per delle cazzate, giorni in cui pensi a come fare e non sai come fare, giorni in cui tutti continuano a chiedere e a pretendere cose che ancora una volta non puoi dare, giorni in cui i problemi che hai per la testa si fanno talmente grandi da non lasciarti un briciolo di serenità per cercare di portare avanti le tue cose come il cielo comanda, giorni in cui non riesci a studiare mezza pagina, giorni in cui neanche suonare ti rende davvero felice, e Dio solo sa quanto ami farlo.
Giorni in cui la voglia di scrivere ti prende, e ti ritrovi davanti alla tastiera con un groppo in gola che non sai cos'è, ma sai cosa vuol dire ...
... e sai che quel periodo di merda che ogni tanto ti piglia è li che sta arrivando, a vele spiegate e con il vento in poppa, e non ti resta che accoglierlo e lasciarlo fare, sperando che se ne vada il prima possibile, perchè fermalo non si può.
(THE WRESTLER - Bruce Springsteen)
These things that have comforted me, I drive away
This place that is my home I cannot stay
My only faith's in the broken bones and bruises I display
Se c'è qualcuno, la cui musica mi ha davvero cambiato la vita, questo qualcuno è stato, e ancora oggi è, il ragazzo qui sotto ...
Oggi avrebbe compiuto 42 anni, e come ogni anno, è sempre un colpo al cuore sentire le sue canzoni passare per radio ... ma allo stesso tempo fa rabbia, perchè se lo cagano solo negli anniversari della nascita o della morte, gli altri giorni è come se non fosse mai esistito.
E' un colpo al cuore sentirlo in radio, forse perchè siamo abituati a sentire tanta di quella musica becera che quando quelle rare volte passano qualcosa di SUBLIME è come un fulmine a ciel sereno.
Come qualche sera fa, in macchina, quando parcheggiando sotto casa, negli auricolari parte questa canzone ...
... spengo la macchina, giù il sedile e mi godo quei 5 minuti di meraviglia.
Avevo 14 anni quando lo scoprii (grazie a una persona che, nonostante i tentativi, a distanza di 8 anni non sono ancora riuscito a ringraziare), quando andai al negozio a comprare GRACE, quando lo ascoltai per la prima volta, nello stesso modo in cui lo faccio adesso, sul letto, al buio e con le cuffie a volume giusto ... come farò tra poco.
Per mesi quel cd non uscì dallo stereo e non passava giorno che non premevo il tasto PLAY e mi godevo quelle 10 tracce, con gli occhi chiusi pensando solo alla musica e a quelle parole.
Sabato ho iniziato il nuovo lavoro ... e già dopo mezz'ora l'idea di licenziarmi era una prospettiva parecchio allettante.
Premessa : il mio lavoro consiste nel promuovere televisori Philips a cui è possibile cambiare le cornici, così come si cambia la cover al cellulare.
Arrivo al MediaWorld puntualissimo, mi piazzo al mio stand e inizio a girarci attorno con la brochure in mano aspettando che qualcuno mi passi vicino per fermarlo e iniziare a presentargli il tv ma visto che c'è poca gente passo quasi tutto il tempo a girare in tondo e le poche persone che passano mi liquidano con un semplicissimo "Stavo solo guardando", "Non mi interessa, grazie", "Scusa, sono di fretta" o più semplicemente mi guardano storto e mi schivano.
Così imparo a fare il mio lavoro ... invece di essere io a fermare la gene faccio si che sia la gente a fermarsi da me ... così passo le successive 7/8 ore a cambiare cornici al tv praticamente ogni 30 secondi.
Sembravo un giocoliere alle prese con mille hula-hop.
E poi arriva la scena bellissima : tolgo la cornice nera (elegante e fine) e ne metto su una rosa a cuoricini (orrenda) per attirare la clientela femminile e si avvicina una coppia ...
LEI : " Amore, guarda che bella la cornice rosa coi cuoricini " LUI : " Amore, solo a una cretina come te può piacere sta stronzata "
Lei ci rimane di merda, io scoppio a ridere e lui mi guarda con sorriso di approvazione capendo che ero d'accordissimo con la sua affermazione.
Le ore seguenti passando cambiando cornici, parlando coi clienti e facendo due chiacchere ogni tanto coi nuovi colleghi.
Poi arrivano le 18.30, prendo baracca e burattini e scappo a casa ...
Doccia, vestizione, prendo il regalo del Miglia e arriva il colpo di genio.
L'etichetto dell'enoteca in cui ho comprato il regalo si trasforma da L'ANGOLO DI BACCO in ...
E qui ditemi se non sono un genio.
Si va a mangiare a Milano in un locale in stile "America anni 50" in pieno centro tra fighe stonate al karaoke, sudamericani, checche cinesi e la controfigura di Beverly Leslie di Will & Grace in versione China.
Poi si va a in disco per una festa di laurea e inizio a non capire un cazzo tra flash, strobo e musica di merda ... incontro vecchi colleghi, vecchi compagni del liceo e gente assurda uscita da non so dove.
Due chiacchere a Lacchiarella, un pazzo sconosciuto che ci chiedeva un passaggio e poi finalmente a casa dopo una giornata infinita ...
Vedere la sede di un'agenzia interinale piena di studenti universitari disposti a perde 4 ore di un mercoledi sera per guadagnare 38.25 euro LORDI per andare a farsi il culo facendo l'inventario al Decathlon mi ha messo addosso una tristezza infinita.
Candidatura inviata via internet in una delle mie tante notti insonni, telefonata ricevuta il giorno stesso in cui si sarebbe dovuto svolgere l'incarico, firma del contratto e sorriso misto tra il "mamipigliperilculo??" e il "mavaffanculo" nel momento in cui la signorina dell'agenzia interinale mi ha detto :
"Se vuoi, del compenso per il lavoro, puoi versare i contributi all'Inps".
Ore 20.30, tutti fuori dal Decathlon, ci fanno entrare e dopo un discorsetto iniziale che non faceva bene sperare in un clima di lavoro sereno seguo il mio arrogante e strafottente responsabile di reparto che ci spiegherà cosa fare ... lavoro obiettivamente semplice, c'è solo da contare in fin dei conti, ma in cui non ci vuole niente a sbagliare.
Nella mano la pistola laser per leggere i codici a barre e si comincia.
Non ho idea del numero di scatole di ami da pesca, canne da pesca, retini da pesca, scarponcini da ippica, imbottiture da ippica, sacchetti di caramelle per cavalli nella variante gusto banana/frutti di bosco/mela, ghiande per cavalli, gabbie per cani, stuoie per cucce per cani, stivali di gomma da pescatore, scarpe da calcio Adidas, magliette per bambini, calzini e pannoloni che ho contato in 4 ore ... e di conseguenza del numero di volte che quella cazzo di pistola per i codici a barre ha fatto ...
BEEP
Firmare il modulo per l'uscita, sentirsi dire "Alla prossima", rispondere con un possente gesto dell'ombrello e uscire da lì stanco morto giurando che non farò mai più un lavoro del genere.